La nostra storia
Nel 1960, l’Azienda di Turismo di Asiago interpellò alcune grandi Aziende europee con l’obbiettivo di acquisire elementi che permettessero di inserire la nostra località nel grande circuito internazionale.
La Vagon lits di Bruxelles, che si era appena fusa con la Cook di Londra, inviò un’ispettrice, che dopo aver visitato le zone e le attrezzature turistiche di Asiago e dell’Altopiano, indicò i tre cardini su cui, a suo parere, avrebbe dovuto basarsi lo sviluppo a respiro internazione: la costruzione di un grande albergo di 1^ categoria, la valorizzazione dell’Aeroporto di Asiago, unico in tutto l’arco alpino italiano, e il Campo di Golf, che a suo parere sarebbe stato agevole costruire perché “l’Altopiano, per la sua conformazione, potrebbe essere tutto un immenso Campo di Golf”.
Con ostinata determinazione, superando moltissime difficoltà, le tre opere vennero messe in cantiere tra lo scetticismo e l’ostilità di molti nostri concittadini. Per il Golf era stato scelto lo Studio inglese Harris & Cotton che inviò un suo titolare per la scelta del luogo e lo studio del progetto. Era l’anno 1961, ma si dovette arrivare al 1963 prima di ottenere la disponibilità dei terreni. Solo allora l’Azienda di Soggiorno affrontò il problema finanziario di non facile soluzione, perché, a fronte di una spesa prevista di 50 milioni l’Ente disponeva in bilancio, per le attrezzature, di mezzo milione all’anno. Superato con grande fatica anche questo ostacolo, le prime piantagioni iniziarono nel 1965 e furono messe a dimora, accanto al grande bosco esistente, oltre diecimila piante di abeti, larici e faggi. Nel frattempo, trenta operai lavoravano per la realizzazione del campo di golf e della club house.
Nel 1967 si iniziò a giocare e fu costituito il Golf Club Asiago con trenta soci.
Nel 1968 il campo a 9 buche venne iscritto alla Federazione Italiana Golf e cominciarono ad arrivare dallìesterno i primi giocatori: dicevano tutti che quello di Asiago era uno dei più bei campi di golf non solo d’Italia ma anche d’Europa.
La grande svolta però, è avvenuta con la presidenza Gemmo, quando nel 1990 il campo è stato progettato ed ampliato a 18 buche, dall’architetto Harradine di fama internazionale.
Oggi non abbiamo più dubbi, il Golf di Asiago, con la nuova foresteria ed i servizi accessori, può competere con i più bei campi di montagna d’Europa.
Nella foto a fianco sono ripresi, durante la discussione del progetto (da sx): Prof. Andrea Bosatra, Prof. Nereo Stella, Arch. Otti Croze, Arch. John Harris.